Recensione: Rapunzel – Prima del sì

Visto in anteprima a Giffoni Film Festival 2017

Sembra di essere di nuovo negli anni ’90 con i recenti annunci di Disney Television Animation, che sta vivendo una nuova era particolarmente fortunata in cui le serie animate ispirate ai classici Disney la fanno da padrone. Mentre DuckTales, Big Hero 6 e persino La Carica dei 101 sono ancora in arrivo, il pubblico americano da qualche mese si è appassionato agli episodi di Rapunzel – La serie, che arriverà nel nostro paese a ottobre e di cui abbiamo potuto vedere in anteprima il film Rapunzel – Prima del sì nell’ambito di Giffoni Film Festival 2017.

Il film tv è una sorta di lungo episodio introduttivo della serie, utile a chiarire la collocazione cronologica (tra il film Rapunzel – L’intreccio della torre e il cortometraggio Rapunzel – Le incredibili nozze) e le premesse. La principessa è tornata a vivere a palazzo, ha ritrovato i suoi genitori e sta per assumere ufficialmente su di sé i suoi doveri regali nei confronti del popolo di Corona. Insomma, la sua sembra finalmente la vita perfetta che non ha mai avuto. Oppure no? Dopo aver passato diciotto anni rinchiusa in una torre, Rapunzel non ha alcuna intenzione di rimanere intrappolata in un castello a fare la regina: il suo sogno è vivere avventure ed esplorare il mondo. Per questo decide non solo di sfidare i divieti di suo padre, l’iperprotettivo Re Frederic, ma anche di rifiutare la proposta di matrimonio di Eugene per prendersi del tempo per sé stessa.

Due cose colpiscono immediatamente di Rapunzel – Prima del sì. La prima è la fedeltà al materiale originale, per nulla scontata se pensiamo che si tratta comunque di una serie creata principalmente per un pubblico di bambini, che poteva assumere decisamente toni infantili trascurando il target dei più grandi. I toni invece sono ben bilanciati e in generale in linea con quelli del classico Disney, ma a colpire maggiormente è sicuramente la scrittura dei personaggi: dalle espressioni ai modi di dire e fare, Rapunzel e Eugene sono gli stessi del film, arricchiti da un cast di buoni comprimari che li pongono in nuove situazioni e ci fanno scoprire nuovi lati di loro (interessante è in questo senso il forte legame di amicizia tra l’ancella Cassandra e Rapunzel, che finalmente vediamo rapportarsi a un personaggio femminile che non sia la matrigna Gothel). I creatori della serie hanno a cuore i personaggi e questo amore traspare anche dalle piccole cose, come alcune espressioni buffe di Rapunzel o il modo di gesticolare di Eugene.

Il secondo aspetto sicuramente degno di nota è quello stilistico ed estetico: graficamente, Rapunzel – Prima del sì è semplicemente delizioso. Il design in 2D stilizzato è in grado di catturare il meglio dell’universo in CGI costruito dagli animatori dei Walt Disney Animation Studios e valorizzarne i punti di forza pur nella sua essenzialità. L’influenza delle grandi artiste che hanno lavorato al classico come Claire Keane o Brittney Lee è visibile anche sul piccolo schermo, soprattutto nei bellissimi sfondi. Per quanto riguarda i personaggi, essi sono necessariamente meno espressivi, per budget televisivo o per limitazioni della tecnica Flash, ma il design in 2D e la palette di colori li valorizzano e rendono giustizia all’originale.

L’ulteriore chicca è senza dubbio il ritorno di Alan Menken e Glenn Slater per impreziosire gli episodi con nuove canzoni originali. Quelle che possiamo ascoltare nel film Rapunzel – Prima del sì si intitolano Life After Happily Ever After e Wind In My Hair e, pur avendo senza dubbio un feeling televisivo e un respiro meno ampio delle canzoni del classico per ovvi motivi, sono molto piacevoli e contribuiscono a ricreare le atmosfere del film Disney.

Molti i misteri lasciati senza soluzione alla fine del film tv, che saranno quindi sviscerati nella serie: dal perché i capelli di Rapunzel siano ritornati biondi e lunghi (e stavolta impossibili da tagliare!) alla vera identità di Lady Caine, la nuova cattiva contro cui dovrà vedersela la principessa. Ma non solo: la serie esplorerà anche i rapporti tra i personaggi che già conosciamo, per esempio mostrandoci come si sono conosciuti Rapunzel e il camaleonte Pascal. L’appuntamento con questo adorabile prodotto adatto sia ai bambini che ai fan più grandi è quindi su Disney Channel ad ottobre.

Qui sotto l’elenco dei doppiatori italiani (NB – per Rapunzel e Eugene sono stati scelti i doppiatori del primo trailer del film uscito nel 2010, ancora prima che fossero scelti i talent Laura Chiatti e Giampaolo Morelli).

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4 risposte a “Recensione: Rapunzel – Prima del sì

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