Recensione: Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

Era il 2003 quando nei cinema di tutto il mondo arrivava La maledizione della prima luna (Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl). La pellicola diretta da Gore Verbinski (Rango, The Lone Ranger) vedeva il pirata Jack Sparrow affrontare l’equipaggio della Perla Nera, temibile nave pirata su cui pende una maledizione azteca. Al suo fianco il giovane fabbro Will Turner e la risoluta Elizabeth Swann, figlia del Governatore inglese a Port Royal.

Jack Sparrow – scusate, Capitan Jack Sparrow – è senza dubbio uno dei personaggi più amati del cinema degli ultimi anni. Lo scalcinato pirata interpretato da Johnny Depp con ironia, divertimento, azione e un goccio di rum è entrato di diritto nell’immaginario collettivo della cultura pop. E nonostante siano passati ben 14 anni dall’uscita del primo capitolo, l’interesse intorno alla saga non è mai scemato; al contrario, è sempre aumentato.

Dopo tre sequel in cui ha affrontato Davy Jones e trovato la Fonte dell’eterna Giovinezza, ora Capitan Jack è pronto a salpare ancora i sette mari per una nuova avventura che lo vedrà affrontare un temibile nemico, fare nuove alleanze e ritrovare vecchie conoscenze. A dargli la caccia stavolta è una nave di marinai fantasma capitanata dal vendicativo e spietato Armando Salazar. Obiettivo del capitano spagnolo è liberare i mari dall’infestazione pirata, iniziando proprio da Jack, l’unico che lo abbia mai sconfitto. Fuggito dal Triangolo del Diavolo dove era imprigionato, a bordo della Silent Mary inizierà la ricerca proprio dello svampito pirata. Unica speranza di sopravvivenza per Jack Sparrow è il leggendario tridente di Poseidone. Per trovarlo si alleerà con la brillante astronoma Carina Smyth e il tenace Henry Turner, giovane marinaio della Royal Navy. Al loro fianco anche Capitan Barbossa, come sempre indeciso se aiutare il buon vecchio capitano o venderlo al miglior offerente.

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Possiamo sicuramente augurare un buon bentornato al Capitan Jack Sparrow. A cinque anni dal non esaltante Oltre i confini del mare, con questo nuovo capitolo la saga di Pirati dei Caraibi ritrova la via smarrita. Il nuovo film infatti ripropone tutti gli elementi che avevano portato il franchise ad essere uno dei più amati degli ultimi anni.

Ritroviamo così un mix vincente di azione, avventura, divertimento e comicità. Sin dai minuti iniziali Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar riesce a catturare lo spettatore e lo fa come meglio non poteva, con un prologo che ci fa ritrovare una vecchia conoscenza, introduce il nuovo protagonista della storia e la missione che si prefigge di portare a compimento. Come ogni avventura che si rispetti però l’azione arriva piano piano. Come un motore diesel la storia prende ritmo con calma. Così, dopo il prologo vengono presentati prima i protagonisti della storia, i loro nemici e l’obiettivo comune che questi hanno.

Ci ritroviamo quindi nelle soleggiate isole dei Caraibi dove ritroviamo un Jack Sparrow sempre più intimo con il rum e con belle signore. Un pirata sempre più svampito e macchietta. Un uomo che nonostante la grande malinconia che lo affligge per aver perso la Perla Nera non ha abbandonato di certo la vita del pirata. Un personaggio sempre più divertente, scanzonato e perseguitato dai guai. Protagonista assoluto di scene piene d’azione e humor.

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Oltre al Capitano facciamo anche la conoscenza dell’astronoma Carina Smyth, determinata e testarda ragazza alla ricerca di un luogo leggendario in cui è convinta di trovare un tesoro che cerca da tempo. Una nuova eroina che quanto a risolutezza non è seconda a nessuno e che suo malgrado si ritroverà sempre in mezzo ai guai, anche perché una donna che nel XVII secolo fa quello che fanno gli uomini in maniera migliore non può che essere una strega e per questo viene perseguitata.

La sceneggiatura è uno dei punti di forza del film. Lo screenwriter Jeff Nathanson ha dato vita ad una storia avvincente piena di suspance, combattimenti, misteri da risolvere e intrighi. Sarà impossibile staccare gli occhi dallo schermo per tutti i 129 minuti di durata. Il tutto condito da una colonna sonora inconfondibile, anche se rielaborata.

Ottimo anche il cast. Se Johnny Depp e Geoffrey Rush sono ormai una garanzia nei ruoli di Jack Sparrow e Barbossa che per loro sono ormai una seconda pelle, non deludono le new entry. Javier Bardem è perfetto nei panni del vendicativo e spietato Salazar, mentre Brenton Thwaites e Kaya Scodelario restituiscono al meglio due giovani intraprendenti e testardi.

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Incredibili come sempre gli effetti speciali. La ciurma di morti di Salazar è riprodotta con una minuzia di particolari incredibile. Dei veri e propri spettri che portano il mare con loro, che nonostante cammino in superficie sembra si muovano sott’acqua. Non è da meno la Silent Mary. Della nave fantasma vengono riprodotti uno ad uno tutti i danni che la caratterizzano, estensione dell’odio del capitano spagnolo. Un vero e proprio personaggio a sé stante.

Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar è quindi senza dubbio uno dei migliori film della saga, secondo solo a La maledizione della prima luna. Il film riesce a ritrovare la rotta che sembrava smarrita dal precedente capitolo ed è quindi una pellicola che non deluderà i fan di vecchia data. Come sempre, ricordatevi infine di non lasciare la sala prima della scena extra dopo i titoli di coda.

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