[RECENSIONE NON DISNEY]: Pets – Vita da Animali

Arriva il 6 ottobre nelle sale Pets – Vita da Animali, l’ultima fatica della Illumination Entertainment.

Questa casa di produzione con quartier generale in California, ma con gli animatori fisicamente in Francia, nel giro di pochi anni si è imposta come uno dei maggiori studi di film d’animazione al mondo, prendendo di fatto il posto che era della DreamWorks Animation (recentemente in cattive acque) di fianco ai colossi Disney e Pixar.

Ben lontana da qualsiasi sforzo di ricerca artistica, la creatura di Chris Meledandri ha scelto la via più diretta per il successo: quella del franchise portato avanti fin quasi all’esasperazione. Ne sono una prova i loro personaggi più noti: i buffi Minions, recentemente protagonisti di un film tutto loro, accolto con entusiasmo dal pubblico.

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Pets non fa eccezione e, seppur pubblicizzato come una pellicola originale e innovativa, possiede fin dalle premesse tutte le caratteristiche adatte per diventare Minions 2. Nello specifico Meledandri & co. hanno giocato su un evergreen perfetto per attirare al cinema spettatori di tutte le età: la tenerezza degli animali domestici, già pronti per essere trasformati in peluche da coccolare. C’è poco di veramente nuovo nel film Illumination: la trama segue uno canovaccio che Pixar ci ha raccontato 20 anni fa con Toy Story, con il protagonista improvvisamente rimpiazzato nel cuore del suo padroncino e in seguito allontanato da casa per strane coincidenze e costretto a collaborare con il suo peggior nemico per ritornare indietro.

Quando si riesce a far pace mentalmente con le furbate della Illumination, però, ci si accorge che qualcosina di buono si può ottenere da questo Pets. Per esempio un cast di comprimari ben caratterizzati e divertenti (su tutti la cagnolina Gidget), qualche gag esilarante come le brevi comparsate del barboncino Leonardo, le numerose citazioni a film cult della storia del cinema e persino alcuni tentativi di andare oltre la risata accennando alle emozioni grazie alla sottotrama personale di Duke.

Pets, in sostanza, è un film senza infamia e senza lode che non ha pretese se non quelle di intrattenere e di far compagnia per un paio d’ore. Se di difetti si può parlare, essi non sono visibili nella pellicola ma stanno alla base, nel processo produttivo e nell’industria stessa dell’animazione.

E del resto il suo vero obiettivo lo ha già raggiunto: il sequel è già stato annunciato per il 2018.

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Una risposta a “[RECENSIONE NON DISNEY]: Pets – Vita da Animali

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