Howard e il destino del mondo, quando un flop diviene cult

60 centimetri di altezza, carattere scorbutico e sarcastico, piume gialle e le zampe arancioni, vestito in  camicia, cravatta a pois, berretto, e con il sigaro sempre in bocca. Questa la precisa descrizione di Howard il papero (Howard the Duck), uno dei più stravaganti personaggi della Marvel ideato nel 1973 da  Steve Gerber e Val Mayerik.

Disegnato inizialmente senza pantaloni – aggiunti in un secondo momento per una controversia legale con la Disney – il papero antropomorfo negli anni ’70 è stato protagonista di ben due serie regolari e le storie di cui è protagonista sono parodie dei generi fantasy e fantascienza, dove non mancano ironia e metafinzione, ovvero i personaggi sono consapevoli di essere protagonisti di fumetti (Deadpool vi dice nulla?). Scelta all’epoca molto sperimentale che ne decretò la chiusura agli inizi degli anni ’80. Ma nonostante ciò Howard è apparso nel corso degli anni come guest star in varie storie Marvel.

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Howard il papero – che arrivò in Italia con l’orrendo nome di Orestolo il Papero – fa la sua comparsa in una storia dell’Uomo Cosa pubblicata nel numero 19 di Adventure into Fear. Originario di New Stork City (parodia di New York) sul pianeta Duckworld viene portato per errore sulla terra dal demoniaco Thog The Overmaster, il quale durante la battaglia con l’Uomo Cosa facendo uso di un incantesimo extradimensionale lo coinvolge suo malgrado. Il papero si ritrova così nelle paludi della Florida e ritrovandosi così in un mondo dominato dagli umani e da lui definiti “scimmie senza peli”.

Vista la particolarità ed il discreto successo di Howard non è affatto strano che nel 1986 il personaggio diventi protagonista di un film live action a lui dedicato dal titolo Howard e il destino del mondo.

Promotore della pellicola nonché produttore, insieme a Gloria Katz, fu George Lucas il quale rimase piacevolmente colpito dall’ironia e dall’assurdità del fumetto tanto da volerlo portare sul grande schermo. Lasciata la presidenza della Lucasfilm per concentrarsi sull’attività di produttore, Lucas avvicinò Willard Huyck e Gloria Katz, suoi compagni alla scuola di cinema, per proporgli il progetto ed i tre intrattenerò così alcuni colloqui con Gerber per poter dar vita al film dedicato ad Howard il papero.

Inizialmente il film avrebbe dovuto essere un cartone animato, ma poiché la Universal necessitava di un film per l’imminente stagione estiva Lucas propose di farne un live action con la Industrial Light & Magic per gli effetti speciali. Budget stimato: 36 milioni di dollari.

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Per quanto riguarda la produzione vi sono due versioni ed ovviamente discordanti. Secondo Marvin Antonowsky “Sidney Sheinberg fece una notevole pressione per Howard the Duck”, alla luce del fatto che i precedenti film di Lucas avevano fruttato bene e un investimento nel nuovo progetto avrebbe potuto significare un potenziale successo”. La Sheinberg invece ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nel progetto, dichiarando di non aver mai letto la sceneggiatura.

La realizzazione della pellicola fu tutt’altro che semplice. Inizialmente gli sceneggiatori Willard Huyck e Gloria Katz in un primo momento non solo avevano deciso di modificare la personalità di Howard per renderlo più gradevole al pubblico, ma avevano pensato di ambientare la vicenda alle Hawaii. Una storia basata su humor e suspance e dove dove non veniva spiegato come Howard fosse arrivato sulla Terra.

Inoltre visti alcuni riferimenti sessuali presenti i produttori non riuscivano a capire se destinare il film ad un di ragazzi o agli adulti. Così la sceneggiatura venne riscritta per dare vita al film che tutti conosciamo.

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Meno problematico fu il casting. Jeffrey Jones (il mitico Preside Rooney della commedia Una pazza giornata di vacanza) venne scelto per interpretare il Dottor Jennings, mentre Lea Thompson (Ritorno al Futuro) fu scelta per la parte di Beverly dopo aver provinato molte attrici, cantanti e modelle.

Se Jones e la Thompson furono scelti soprattuto in base alle loro performance nei film precedenti Tim Robbins, che fino ad allora aveva preso parte a pochi film e di scarsa visibilità, venne scelto poiché ritenuto la persona ideale per il ruolo di Phil.

Per quanto riguarda il ruolo di Howard si pensò inizialmente di scritturare dei bambini ma l’idea venne subito scartata a causa delle difficoltà che tale ruolo poteva comportare per dei bambini, in particolare per lo scomodo costume che non solo era molto caldo ma non permetteva una visuale degna di essere tale. Infine vennero scritturati ben otto attori per interpretare il papero capitanati da Ed Gale. Inoltre poiché la voce degli attori nel costume era praticamente impercettibile venne chiamato come doppiatore del protagonista Chip Zien.

Se la pre-produzione del film non fu una passeggia le riprese furono quasi un incubo per troupe ed attori. Non solo vennero impiegate ben tre unità di ripresa per girare più scene contemporaneamente per ridurre i tempi già molto stretti ma la qualità dei pupazzi animatronici impiegati era piuttosto scarsa e il costume di Howard era una vera e propria trappola mortale.

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Howard e il destino del mondo narra la storia del papero alieno del titolo che dal suo mondo viene trasportato a Cleveland a seguito di un esperimento il cui scopo è lo studio di specie aliene tramite l’uso dello spettroscopio laser. Girovagando per la città Howard incontra Beverly che incuriosita dallo strano essere cercherà di aiutare il papero a tornare a casa e per farlo gli presenta il suo amico scienziato Phil Blumburtt.

Phil porterà Howard dal dottor Walter Jenning, facente parte dell’equipe dell’esperimento che ha portato Howard sulla Terra. Nel tentativo di riportare a casa il papero utilizzando il raggio laser oltre a fallire miseramente portano sulla terra uno degli Occulti Super Sovrani dell’Universo, alieni il cui scopo è distruggere la Terra.

Così Howard, Beverly e Phil si troveranno ad affrontare il terribile alieno, che si è impossessato del Dottor Jennings, in uno scontro da cui dipenderà la salvezza dell’intero Pianeta.

Uscito nelle sale cinematografiche americane il 1 agosto 1986 Howard e il destino del mondo fu un vero proprio flop al botteghino. In America la pellicola incasso solo 16 milioni di dollari a cui vanno aggiunti i 22 a livello mondiale per un totale di 38 milioni. Sostanzialmente la produzione è riuscita a rientrare dei costi di produzione. Come se non bastasse il film ha vinto ben 4 Razzie Award: peggiore film, attore esordiente, effetti visivi e sceneggiatura.

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Il motivo dell’insuccesso al botteghino del film è molto semplice ed è da ricercare prima di tutto in una sceneggiatura non all’altezza di tale nome – più che buchi vi sono voragini di sceneggiatura – che oltre a stravolgere il fumetto Marvel su cui si è basato ed in cui in breve tempo si hanno le più disparate reazioni delle persone nei confronti i Howard: c’è chi scappa spaventato ed urlando, chi non ci fa caso, chi lo scambia per un bambino e via dicendo.

Ma il difetto principale è sicuramente Howard. Non solo il personaggio del film non rispetta caratterialmente quello del fumetto, ma il costume del papero è tutt’altro che credibile. Il costume doveva ricordare un papero ma che doveva ricordare un uomo, quindi espressivo, libero di muoversi e parlante. Per far sì che un film del genere funzioni è vitale che il costume non sembri tale e che il personaggio in questione sembri vero ma il costume, o meglio la trappola in cui si sono alternati 8 attori, in Howard e il destino del mondo risulta palesemente finto e se in film del genere il costume, e quindi il personaggio, non risultano veri il film non funziona. La semplice verità è che non c’erano i mezzi tecnologici adatti per la realizzazione del film. Il che rende difficile per lo spettatore accettare la minima sospensione dell’incredulità, Howard è fin troppo finto.

Ma nonostante questo Howard ed il destino del mondo ha negli attori protagonisti e nella sua genuina e travolgente semplicità i suoi punti di forzaLea Thompson è perfetta nella parte della ragazza tanto ingenua quanto sexy, l’allora giovane ed emergente Tim Robbins è a suo agio nei panni dello scienziato imbarcato ma entusiasta, Jeffrey Jones riesce a dare alle scene in cui è protagonista quel carisma che pochi attori e lo stesso personaggio di Howard ha il carisma adatto per un protagonista. A questo va aggiunto che la seconda parte del film è praticamente maratona action in cui succede di tutto.

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Il flop dell’epoca fu eclatante ma è stato grazie al carisma degli attori, al suo essere anni’ 80 fino al midollo, alla storia semplice ma genuina, alla colonna sonora pop, ad effetti funzionali ma non eccezionali – opera della Industrial Light & Magic – e per il suo fascino vintage che Howard e il destino del mondo con gli anni venne rivalutato e oggi è considerato uno dei cult anni ’80 da non perdere.

Dopo la sua comparsa nella scena extra dopo i titoli di coda di Guardiani della Galassia la Marvel sta seriamente pensando di fare un remake del film di Hyuck, come dichiarato dallo stesso Lucas: “Non puoi mettere un nano in un costume da papero e sperare che la cosa funzioni. Ho la sensazione che la Marvel lo rifarà a causa della tecnologia che abbiamo oggi. L’arte che facciamo oggi è tutta basata sulla tecnologia. Al tempo dissero che non poteva essere fatto. E avevano ragione…”.

Non ci resta che aspettare di sapere se Howard tornerà con un film stand alone, nel frattempo potete sempre rivivere la sua avventura a Detroit in compagnia di Lea Thompson e Tim Robbins.

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2 risposte a “Howard e il destino del mondo, quando un flop diviene cult

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