[INTERVISTA ESCLUSIVA]: James Lopez e Alexa Summerfield Goriup, regista e animatrice del film in 2d Hullabaloo

Il nostro primo articolo su Hullabaloo iniziava con le parole: “C’è chi ci spera ancora”.

In un tempo dove il 3d domina tutte le produzioni animate, un gruppo di coraggiosi artisti ha ideato una campagna di crowdfunding su Indiegogo.com per finanziare il loro film realizzato in animazione tradizionale, che porta appunto il titolo di Hullabaloo.
Il successo che hanno riscosso è stato impressionante (ne abbiamo parlato QUI).

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con James Lopez, creatore e regista del film, e con Alexa Summerfield Goriup, membro del team di animatori che darà vita alla protagonista Veronica e alla sua amica Jules. 

L’intervista è molto lunga, ma la pubblichiamo in versione integrale perché non potremmo tagliare neanche una parola delle appassionate dichiarazioni di James e Alexa. Non solo: noi di Impero Disney vi proponiamo la versione in traduzione italiana, mentre il nostro amico Kyle di Kyle’s Animated World ha pubblicato per noi la versione inglese

Buona lettura a tutti coloro che… ci sperano ancora!

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Ciao James, grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda. Vorremmo iniziare facendo i complimenti per il successo ottenuto dal progetto Hullabaloo. In una settimana, è stato raggiunto il doppio dell’iniziale obiettivo. Vi aspettavate così tanto supporto? 

Grazie a voi per avermi invitato ad essere intervistato e grazie anche per il vostro supporto! Onestamente, non mi aspettavo così tanto sostegno. I miei amici erano convinti che avrei raggiunto l’obiettivo ma penso che nemmeno loro avessero previsto così tanto supporto.

La situazione dell’animazione tradizionale sembra davvero tragica. I pochi tentativi degli ultimi anni (La Principessa e il Ranocchio, Winnie the Pooh) sono stati flop. Dato il successo di film come Frozen, le major sono portate a pensare che il 2d sia ormai vecchio e che sia necessario puntare sulla CGI. Il 2d sta davvero morendo? Hullabaloo potrebbe salvarlo, come dite nella presentazione del film su indiegogo?

Prima di tutto, lasciatemi spiegare un paio di cose. La Principessa e il Ranocchio e Winnie the Pooh non sono stati flop, in quanto hanno prodotto un profitto e sono stati accolti positivamente dalla critica. Questo equivoco è una delle ragioni per cui l’animazione 2d è nella situazione che conosciamo.

Il 2d è una forma d’arte come tutte le altre, che ha bisogno di formazione affinché possa essere tramandata. La formazione avviene per la maggior parte all’interno dell’ambiente di lavoro e, purtroppo, al momento non ci sono abbastanza film animati in 2d in produzione che posseggano quel livello di qualità che noi vorremmo non solo preservare, ma anche migliorare.

Ciò che speriamo di fare con Hullabaloo è aprire la porta e spianare la strada alla nuova generazione di animatori. Vogliamo ispirarli e far sì che continuino a praticare questa forma d’arte, che così potrebbe rifiorire.

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Hai lavorato al cortometraggio Premio Oscar Paperman. Pensi che fondere le due tecniche possa essere una terza via per far rinascere l’arte dell’animazione tradizionale?

Qualsiasi cosa, perché sia portata avanti, deve essere anche fattibile sul piano pratico. La tecnica di Paperman, che prevedeva di mescolare 2d e 3d, si è dimostrata infattibile sul piano economico, nel modo in cui è stata utilizzata. Ciò che Paperman aveva davvero da offrire era una buona storia unita a una buona direzione artistica, fotografia e bei personaggi che avevano un’estetica 2d.

Il processo utilizzato per creare quel tipo di look poteva essere fatto senza la tecnologia e rivelarsi fattibile anche sul piano economico.

Ciò che potrebbe aiutare davvero l’animazione tradizionale a sopravvivere sarebbe un maggior senso della qualità artistica e della cinematografia applicato all’aspetto e al design dell’immagine.

L’animazione si è da sempre perfezionata attraverso l’utilizzo di nuove tecniche che hanno mano a mano sostituito le vecchie. Secondo te allora, perché è così importante che il 2D non muoia e non lasci il posto all’animazione in CGI in via definitiva? Cosa regala di diverso o in più rispetto ai nuovi prodotti sempre più all’avanguardia?

Come abbiamo già detto, potremmo anche sviluppare nuove tecniche. Ne abbiamo sviluppata una che farà interagire scenari in CGI con personaggi in 2d in una maniera mai utilizzata prima d’ora. Conferirà all’ immagine quell’ aspetto artistico che sembra piacere agli spettatori moderni.

È un peccato che il 2d debba ingiustamente dimostrare la sua efficacia perché sia considerato, quando in realtà è una forma d’arte valida come tutte le altre.

Quando sono stati introdotti i sintetizzatori, non abbiamo smesso di suonare gli strumenti musicali. Le orchestre esistono ancora e la gente paga lo stesso per ascoltare musica live, invece che limitarsi a un suono prodotto e registrato da un computer su uno stereo. Allora perché, quando è stata introdotta la CGI, abbiamo rinunciato al 2d?

Se è un problema di risultati al box office, non tutti i film in live action sono blockbuster dal budget stellare; gli studi continuano a produrre anche film con budget modesti che al pubblico piacciono e vincono pure dei premi. Penso ad esempio a The Artist (2011). Era in bianco e nero e muto. Ricordava i film senza sonoro di una volta e ha vinto il Miglior Film ai Golden Globes, ai BAFTA e anche agli Oscar. E ha anche incassato dei soldi. Se essere “vecchio” è potenzialmente sinonimo di attrattiva e quindi successo, perché non si può produrre un film in 2d?

L’animazione 2d è Arte.

L’ arte è un linguaggio comune che unisce i popoli. Perdere il 2d sarebbe come perdere un linguaggio. Perché la nostra cultura fiorisca, c’è bisogno che le persone siano ispirate. Il 2d è un’arte che ispira.

Ricevo molte email e leggo innumerevoli messaggi che ringraziano me e tutto il team per i nostri sforzi di mantenere viva l’Arte del 2d, perché la nuova generazione sogna di creare grandi film animati in 2d. È parte della nostra eredità ed è destinato a essere il nostro futuro.

Con il tempo, si è diffusa l’idea che l’animazione debba essere governata dalla legge dell’ “oppure”. O 2d o CGI. Ma è il momento di cambiare musica. C’è spazio per entrambe ed entrambe possono mostrare i loro punti di forza senza dover scendere a compromessi. È il momento di riconoscere il 2d per quello che è. È una valida forma d’arte, un’arma potente che può ispirare gli artisti ed è anche una soluzione economica valida per il successo.

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A parte il ritorno dell’animazione tradizionale, Hullabaloo promette due protagoniste femminili interessanti e un’atmosfera steampunk. Da dove viene l’idea per la trama e come mai è stato scelto questo stile?

Io ho due bambine, e quando penso allo scopo del mio lavoro penso a realizzare qualcosa in cui le mie figlie possano immedesimarsi, qualcosa che possa intrattenerle e stimolare la loro creatività. Perciò, volevo creare modelli femminili positivi. Le personalità dei miei due personaggi sono basate sul rapporto tra le mie due figlie. Una preferisce restare a casa, leggere, fare lavoretti e cucire, mentre all’altra piace correre fuori, giocare e metter su una recita.

L’idea di utilizzare lo Steampunk è nata qualche anno fa quando mi sono accorto che c’era una seria mancanza di film in 2d in produzione. Invece che sedermi e aspettare che qualcun altro presentasse un progetto, ho preso l’iniziativa e ho deciso di creare un film tutto mio. Ho provato a pensare a una buona storia da realizzare con l’animazione. Un giorno sedevo al tavolo per la colazione con mia moglie e le ho chiesto un parere. Si è ricordata di qualche mese prima, durante la festa di Halloween, quando eravamo a casa di alcuni amici. Poco dopo il nostro arrivo, è sopraggiunto questo gruppetto vestito con abiti dell’epoca Vittoriana per fare qualche foto. Lì ho conosciuto il mondo dello Steampunk e mi hanno spiegato che si tratta della fantascienza in salsa Vittoriana. Mia moglie ha ricordato la sensazione di incanto provata nei confronti di quei costumi e ha detto che se fossi riuscito a riproporre quella sensazione in un film animato, sarebbe stato qualcosa di davvero unico.

Per me, lo Steampunk ha uno spirito di ottimismo, come se potesse succedere qualsiasi cosa in quel mondo. È abitato da personaggi progressisti che guardano sempre avanti, e l’estetica delle invenzioni che creano è davvero fantastica, letteralmente.

Mentre facevo delle ricerche sullo Steampunk, ho notato che i costumi che i personaggi indossavano ricordavano una specie di supereroi dell’era Vittoriana. Perciò ho deciso che Veronica dovesse impersonare un vendicatore con gli occhialoni chiamato Hullabaloo. C’è un detto che dice che un eroe è forte solo quanto il suo nemico, così ho in seguito ideato la sua nemesi, lo Stregatto, basato sul personaggio di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll.

Per quanto riguarda l’universo del film, volevo rappresentare un mondo governato da tecnologia in continua evoluzione, e i pro e i contro nell’adottare le tecniche appena scoperte. Volevo raccontare una storia significativa per ciò che affrontiamo nel mondo reale, così che sia possibile immedesimarsi in essa.

Quando penso ai temi collegati allo Steampunk, penso che il fatto che coinvolga la tecnologia moderna combinata a un look tradizionale coincida perfettamente con la tecnica che voglio utilizzare, cioè il mescolare ambienti in CGI con personaggi in animazione tradizionale.

Per il momento sono stati raccolti fondi sufficienti per tre cortometraggi. Come saranno distribuiti? Avete in programma di realizzare un lungometraggio?

Al momento ho intenzione di distribuirli online in modo che tutti possano vederli. Chi ha donato su Indiegogo potrà vederli prima degli altri.

Ci piacerebbe realizzare un lungometraggio animato, un giorno. Abbiamo tanta strada da fare, ma come tutti i viaggi, si inizia con un piccolo passo.

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Ciao Alexa, grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda. Il team di Hullabaloo è formato da animatori provenienti da diversi studi: Disney, Pixar, DreamWorks e altri ancora. Come vi siete trovati a collaborare? E’ stato l’amore per il 2d ad unirvi?

A prescindere dallo studio, molti di noi animatori hanno lavorato insieme oppure si sono incontrati a un certo punto della loro carriera; l’animazione tradizionale è un mondo piccolo, dopotutto. Io ho incontrato James tramite degli amici che lavoravano in Disney nel 1996, quando sono entrata alla DreamWorks. Mi ha fatto da guida durante il mio primo indimenticabile tour dei Disney Studios e siamo rimasti amici da quel momento. Qualche anno fa ho saputo che stava lavorando a questo progetto e l’ho implorato di permettermi di aiutarlo fin da quel momento, perciò sono molto emozionata all’idea di lavorare a Hullabaloo. Posso affermare con certezza che il legame che ci unisce è proprio l’amore per l’animazione tradizionale, insieme alla passione per il disegno.

Leggendo la biografia nel tuo blog abbiamo notato che ogni volta che lo studio in cui lavoravi si è convertito alla CGI, sei andata altrove. Non hai mai pensato di cedere e convertirti al 3d anche tu? Che cosa ti ha spinto a continuare con l’animazione tradizionale, pur sapendo che era in declino?

In realtà non è stata una mia scelta quella di smettere di lavorare per quegli studi, quanto il fatto che non avessero più bisogno di me. Alla DreamWorks ci hanno provato a farci passare al 3d-CGI, ma per me era un processo frustrante; se avessi voluto muovere dei pupazzetti (perché in realtà è questo che si fa col 3d) sarei andata dalla Aardman o da Henson, ma io amo disegnare, e visto che non si disegna davvero col 3d, non era proprio la strada giusta per me. Non lascerò mai perdere l’animazione tradizionale perché la adoro e secondo me mantiene un’eleganza e una capacità di non invecchiare mai nel tempo che fa sì che il pubblico senta già la sua mancanza, anche se i grandi studi continuano a negare il suo valore. Ma la gente vuole ancora vederla e il nostro successo con la campagna su Indiegogo per Hullabaloo lo ha dimostrato in modo straordinario. È la mia passione e la mia vita, e troveremo un modo perché continui a prosperare perché sono convinta che ci sia spazio per tutte le tecniche di animazione sia oggi che nel futuro.

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Uno dei mantra che le major ripetono è che la CGI è più economica dell’animazione a mano. Eppure possiamo notare che film come Frozen hanno richiesto un budget di quasi 150/200 milioni di dollari, mentre un film come Winnie the Pooh riesce ad avere un’animazione in 2d perfetta spendendone solo 30. E’ davvero solo una questione economica?

Beh, quando l’animazione tradizionale era l’unica tecnica esistente e il 3d era appena nato tutti dicevano che la CGI era più economica del 2d e si sono lentamente convertiti… e adesso il 2d è più economico del 3d?! Se prendono cento artisti e li pagano centomila dollari ogni anno per 2 anni di produzione, fanno 20 milioni. Aggiungiamo 10 milioni per i computer, supporti e le altre spese che servono a fare il film, e il totale è di 30 milioni. Chissà dove spendono i restanti 100 milioni… Comunque, il problema non è realmente solo economico, la verità è semplicemente che gli studi hanno abbandonato l’animazione tradizionale per il momento, e tocca a noi mantenerla viva con progetti come Hullabaloo. Perciò è necessario tutto il supporto possibile da parte di chi ci crede ancora.

Come animatrice, che cosa ti piace di più del progetto Hullabaloo? In altre parole, qual è stato il fattore determinante che ti ha portato a collaborare con James Lopez?

Da dove cominciare? Adoro lo stile di James in generale – avete mai visto il suo libro “Martini Chic”? Qualche anno fa ho visto i disegni e le idee per Hullabaloo e ho capito all’istante di voler disegnare quei personaggi, erano così affascinanti! Ho detto a James che volevo aiutarlo e ho continuato a ripeterlo ogni volta che ho potuto, spingendolo anche a contattare alcuni suoi amici perché ci aiutassero a fare il film. Penso che alla fine mi abbia semplicemente ascoltato e quindi eccoci qua… Ci sono moltissimi motivi per cui volevo far parte del progetto Hullabaloo. I design, la storia, le due ragazze protagoniste, gli accessori e i veicoli Steampunk, le pistole a raggi laser, l’atmosfera Vittoriana, l’avventura e lo stile… E ho già detto che è animato a mano da alcuni dei migliori animatori viventi? Chi è che non vorrebbe lavorare a questo film?! Sto già ricevendo telefonate da altri artisti che adesso vogliono partecipare al progetto. Sono così grata a James per avermi scelta come membro del team fin dall’inizio. Continuate a seguirci, perché Hullabaloo sarà fantastico!

 Se il progetto vi interessa e vi sta a cuore la salvezza dell’animazione 2d, vi invitiamo a cliccare sulla foto sottostante per poter donare alla campagna di raccolta fondi per Hullabaloo.
Anche una donazione minima può fare la differenza!

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5 risposte a “[INTERVISTA ESCLUSIVA]: James Lopez e Alexa Summerfield Goriup, regista e animatrice del film in 2d Hullabaloo

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